Slegatelo!

Le profezie si sono finalmente adempiute ed il Messia si presenta al popolo che lo accoglie e acclama suo Signore lodando e ringraziando Dio per la sua fedeltà. Accostiamo questa nota pagina di Vangelo nel contesto non dell’inizio della Passione, ma come rivelazione dei tratti distintivi e fondamentali del Messia. Tratti che, poi, indicano la via della salvezza (vita vera) da lui incarnata e offerta.

Gesù si presenta come colui che cammina avanti a tutti. E’ determinato in quello che sta facendo, incamminarsi verso il compimento della sua missione, ed è colui che ci fa da esempio e da guida. Il suo “stare davanti” è anche per mostrarci la via. Un mostrare che è il significato di farci comprendere l’affidabilità di quanto dice. In lui anzitutto si compie e accade ciò che Gesù invita noi a vivere per la nostra realizzazione.

La nostra attenzione si porta ora sul comando che dà ai discepoli: sono inviati a “slegare”. E’ proprio questo verbo che ci rivela le caratteristiche del Messia e la via della Vita che lui incarna e propone a chi sceglie di camminare dietro a lui. Guardando alla vita e allo stile che Gesù ha fatto suo, possiamo far emergere due aspetti del verbo slegare:
– slegare per Gesù ha significato liberare chi era oppresso dal suo peccato, che si era ritrovato ricurvo su di sè, emarginato, paralizzato e solo nella vita. Slegare è stato per lui liberare dalle paure, dalla mancanza di stima di sé tutti coloro che gli si avvicinavano. Tutta la sua opera di guarigione e molti dei suoi incontri si possonoproprio rileggere come uno “slegare” persone che non erano più libere di vivere da figi di Dio per cause diverse. Il Messia che viene a noi è colui che si adopera per liberare tutto il potenziale di bene e di amore che Dio ha messo in noi incidendo nel nostro cuore la sua immagine. Gesù è venuto a slegarci dal potere dell’egoismo, dell’invidia, della gelosia, della superbia, del senso di colpa, dell’angoscia e della paura… Tutti sentimenti che diventano stili di vita che ci impediscono la bellezza della fraternità, dell’amicizia che sostiene, dell’armonia, della condivisione che non ci tolgono dai problemi della vita, ma ci permettono di affrontarli sapendo di non essere soli. Accogliere un Messia così è affidarci a lui perché sleghi anche noi. E’ portare a lui ciò che ci lega e blocca nelle relazioni e domdare di essere sciolti e liberati. Avendo poi sperimentato questa liberazione, a nostra volta siamo inviati a fare lo stesso, a liberare altri vivendo il perdono, accostandoci a chi fatica nel cammino offrendo loro la nostra vicinanza, camminando in mezzo a chi è nemico perché possano stringersi di nuovo la mano…
– Gesù comanda di slegare un puledro su cui “nessuno è mai salito”. A livello simbolico possiamo interpretare in questo modo: il puledro è un animale che incarna i valori dell’umiltà, del servizio, del sopportare la fatica e i pesi della vita comunque andando avanti, senza perdersi d’animo… Ritroviamo qui dei tratti distintivi di Gesù: umile, cioè che vive accanto a noi, che si è fatto in tutto simile a noi per esserci vero compagno di viaggio; è venuto come servo, offrendo tutto sé stesso per la nostra gioia, per amore nostro, ha portato su di sé il nostro male mostrandoci che la via del perdono e dell’amore aprono una vita che non ha fine ed è capace di vincere ogni male, anche quello radicale della morte. Nella sua umanità, Gesù ha slegato, ossia ha mostrato tutto il potenziale, di questo stile che noi, naturalmente, non sceglieremmo perché ci sembra perdente. Camminando davanti a noi e vivendo tutte le potenzialità dello stile dell’amore che si fa dono e servizio, Gesù ci invita a fare lo stesso, offrendo sé stesso come prova che ne vale la pena.

Ecco dunque il Messia davanti al quale siamo invitati a gettare i mantelli, ossia ad affidare e consegnare la nostra vita perché anche noi possiamo compiere i desideri di vita del nostro cuore. Il canto degli angeli a Betlemme trova nel nostro brano la sua risposta: anche il cuore di Dio può trovare pace perché sulla terra gli uomini hanno accolto il suo Figlio e credono in Lui, scelgono di affidarsi a Lui e camminare dietro a Lui.
Addentrarci nel mistero del Natale è così fermarci a contemplare queso Messia che viene con un solo comando: slegato e liberate ogni “prigioniero”, e liberatelo slegando la forza dell’amore che si fa dono totale di sè per amore. Ecco la via della vita, ecco la ragione per essere sempre lieti e per benedire il Signore in ogni tempo: in Lui ci è data libertà e in Lui troviamo la via della libertà più vera, la libertà di essere e vivere da figli amati di Dio e perciò fratelli tra noi.

05 dicembre 2021

Quarta domenica di Avvento

L’ingresso del Messia

Dal Vangelo di Luca (19, 28-38)

Il Signore Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”». Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno». Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo: «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!».

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