Se sei figlio di Dio…

Il cammino che oggi iniziamo ha all’origine, e come centro, la misericordia e l’amore che Dio continuamente offre a noi e la nuova vita che la Pasqua di Gesù ha reso possibile e disponibile per tutti quelli che scelgono di accoglierlo come loro Dio e Signore, sorgente unica di vita.

Oggi inizia un cammino che ci supplica di lasciarci riconciliare con Dio e tra noi, che ci invita a ri-orientare la nostra vita a partire dal nostro Battesimo che dice la decisione di vivere ogni momento della vita da figlio di Dio, rivestendoci degli stessi sentimenti di Cristo, avendo nella sua Parola la luce che guida il cammino e guardando ogni uomo e donna come nostro fratello e sorella perché figli dello stesso Padre.

Alla luce di questo, dalla pagina di Vangelo emerge come forte provocazione per noi la decisione di Gesù rivelata dalle parole del Satana: se sei figlio di Dio! Tutta la questione si gioca qui: come vive un figlio di Dio? Come si relazione con sé stesso, gli altri, il creato e Dio? Quale l’origine e il riferimento per le sue scelte?

Ci soffermiamo solo sulle risposte di Gesù:

  • il figlio del Dio di Gesù Cristo trova nella sua Parola il riferimento e lo stile per la sua vita. Stile di cui oggi possiamo evidenziare almeno questo: umiltà e verità, fedeltà alla verità (non si inseguono le mode, non si annacqua il Vangelo, non si cercano i grandi numeri e la popolarità a scapito della radicalità evangelica – la gradualità della proposta è altro!); ricerca della riconciliazione, della giustizia e della pace (non si sceglie una parte, non ci si unisce “contro” qualcuno), ma si percorre il difficile sentiero della pace che non rinuncia alla giustizia e accompagna percorsi di riconciliazione; ricerca di scelte di vera solidarietà che conducono a reali cambi di stile di vita che abbiano la forza di toccare la radice della ingiustizia e della sete di potere che sempre più spesso stanno all’origine di guerre lontane da noi , ma che hanno in noi e nel nostro stile di vita molte delle loro ragioni.
    Trovare nella Parola di Dio la radice del nostro vivere significa dare tempo alla preghiera e allo studio di questa parola: preghiera e studio che portano a scelte precise di vita e non solo a interessanti pensieri o riflessioni che restano sterili perché distaccate dalla realtà;
  • il figlio del Dio di Gesù Cristo si fida di Dio, è certo della sua presenza. Vive da uomo e donna di speranza. Non ottimista, ma certo della presenza di Dio in chi vive la sua Parola, certo che il suo Spirito volgerà ogni cosa al bene e per questo si impegna senza sosta alla costruzione del bene. Non vive di nostalgia, di rimpianti, non si rifugia lontano da un mondo ritenuto “ostile”, ma si immerge nel mondo per portare il buon profumo di Cristo. Ritroviamo qui ad esempio il tema della sinodalità e del discernimento: ascoltare la storia alla luce della Parola di Dio per cogliere la presenza di Dio e le vie per annunciare il Suo amore perché sia fonte di vita nell’oggi.
  • il figlio del Dio di Gesù Cristo ha il suo unico tesoro nel suo Dio, nella sua Pasqua e non cerca altrove esempi e modelli, sicurezze e riferimenti.

Vivere così, come ci ricorda S. Paolo nella seconda lettura, chiede disciplina. Ritroviamo qui il tema del percorso quaresimale personale e comunitario che non si riduce al tema dei “fioretti”, ma, più in profondità, ci chiede di darci tempi e modi per arrivare al cuore della nostra vita cristiana, la relazione con Gesù Cristo e da qui ri-orientare la nostra vita. Il cammino di conversione, evidenziato dal rito delle ceneri, ci ricorda proprio questo: andare all’essenziale per riorientare tutta la nostra vita a Gesù e al suo amore.

Entrando in questo cammino che ci vuole aiutare a vivere ogni giorno nella gioia della Pasqua, chiediamo che lo Spirito rinnovi in noi la scelta di vivere da figli di Dio, perché solo qui troviamo la verità di noi e la via alla pace che tutti desideriamo.

6 marzo 2022

I domenica di Quaresima
Le tentazioni

EPISTOLA 1Cor 9, 24-27
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, non sapete che, nelle corse allo stadio, tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo! Però ogni atleta è disciplinato in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona che appassisce, noi invece una che dura per sempre. Io dunque corro, ma non come chi è senza mèta; faccio pugilato, ma non come chi batte l’aria; anzi tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavitù, perché non succeda che, dopo avere predicato agli altri, io stesso venga squalificato.

VANGELO Mt 4, 1-11
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Un pensiero su “Se sei figlio di Dio…

  1. E’ controversia l’attribuzione di questo scritto a don Tonino Bello e non ho le competenze di sapere o verificare.
    L’umiltà e la gratitudine di condividerlo…..
    Un pochino diverso dal solito, ricco di speranza e di positività.

    Non rinunciare, ma moltiplica! La quaresima è il tempo per rendere bella la vita. Cenere e acqua sono gli ingredienti primitivi del bucato di un tempo. E allora si riparte da qui: dal desiderio di rendere bella la tua vita. Si, proprio la tua! Il primo impegno è proprio questo: accorgerti delle bellezze che ti porti dentro e che per qualche motivo hai lasciato da parte. La Quaresima, poi, è il tempo della moltiplicazione. In questo periodo moltiplica invece di rinunciare; moltiplica il tuo tempo per le persone, per gli amici; moltiplica i gesti di amore; moltiplica le parole buone che fanno bene al cuore. Moltiplica il tempo del silenzio e della meditazione. Prega, leggi, rileggi la tua vita. Ama i passi che hai fatto fino ad oggi. Non rinunciare solo alle cose materiali e non essere solo contento di non mangiare i dolci, di non fumare, di non scrivere sui social: in questo tempo dovrai coinvolgere il cuore e capire come ami le persone. Questo è il tempo per rendere bella la vita. E’ il cuore che conta!
    Buon cammino!

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