La conversione per una rinnovata sinodalità/4

In queste settimane fermiamo la nostra attenzione su un tema che non è “di attualità”, ma che è costitutivo della Chiesa e che ci è proposto con forza da Papa Francesco come stile per essere lievito nella pasta del mondo di oggi: lo stile della sinodalità. In questa sezione, ogni settimana ascolteremo alcuni testi che ci aiutano a comprenderne la natura.
Il primo documento che ci guida è come un “testo base” per la riflessione. Anche se può dare l’impressione di essere un testo solo per “addetti ai lavori”, in realtà offre spunti e concetti che sono per tutti e aiutano a dare consistenza ad un tema di cui leggiamo molto, e che ci chiede un vero cambiamento di mentalità. Invito ciascuno a non lasciarsi intimorire da queste pagine, ma a coglierli come passi per costruire uun volto di Chiesa che nell’oggi è segno profetico e presenza del Regno attraverso uno stile che non è organizzazone, ma testimonianza di fraternità e condivisione.

Sinodalità e diaconia sociale

118. Il Popolo di Dio cammina nella storia per condividere con tutti il lievito, il sale, la luce del Vangelo. Per questo, «l’evangelizzazione implica anche un cammino di dialogo»[165] nella compagnia con i fratelli e le sorelle delle diverse religioni, convinzioni e culture che cercano la verità e s’impegnano a costruire la giustizia, per aprire il cuore e la mente di tutti a riconoscere la presenza di Cristo che cammina al nostro fianco. Le iniziative d’incontro, dialogo e collaborazione si accreditano come tappe preziose in questo pellegrinaggio comune e il cammino sinodale del Popolo di Dio si rivela scuola di vita per acquisire l’ethos necessario a praticare senza irenismi e compromessi il dialogo con tutti. Oggi poi, quando la presa di coscienza dell’interdipendenza tra i popoli obbliga a pensare al mondo come alla casa comune, la Chiesa è chiamata a manifestare che la cattolicità che la qualifica e la sinodalità in cui essa si esprime sono fermento di unità nella diversità e di comunione nella libertà. È questo un contributo di fondamentale rilievo che la vita e la conversione sinodale del Popolo di Dio può offrire alla promozione di una cultura dell’incontro e della solidarietà, del rispetto e del dialogo, dell’inclusione e dell’integrazione, della gratitudine e della gratuità.

119. La vita sinodale della Chiesa si offre, in particolare, come diaconia nella promozione di una vita sociale, economica e politica dei popoli nel segno della giustizia, della solidarietà e della pace. «Dio, in Cristo, non redime solamente la singola persona, ma anche le relazioni sociali tra gli uomini»[166]. La pratica del dialogo e la ricerca di soluzioni condivise ed efficaci in cui ci s’impegna a costruire la pace e la giustizia sono un’assoluta priorità in una situazione di crisi strutturale delle procedure della partecipazione democratica e di sfiducia nei suoi principi e valori ispirativi, col pericolo di derive autoritarie e tecnocratiche. In questo contesto, è impegno prioritario e criterio di ogni azione sociale del Popolo di Dio l’imperativo di ascoltare il grido dei poveri e quello della terra[167], richiamando con urgenza, nella determinazione delle scelte e dei progetti della società, il posto e il ruolo privilegiato dei poveri, la destinazione universale dei beni, il primato della solidarietà, la cura della casa comune.

CONCLUSIONE

CAMMINARE INSIEME NELLA PARRESIA DELLO SPIRITO

120. «Camminare insieme – insegna Papa Francesco – è la via costitutiva della Chiesa; la cifra che ci permette di interpretare la realtà con gli occhi e il cuore di Dio; la condizione per seguire il Signore Gesù ed essere servi della vita in questo tempo ferito. Respiro e passo sinodale rivelano ciò che siamo e il dinamismo di comunione che anima le nostre decisioni. Solo in questo orizzonte possiamo rinnovare davvero la nostra pastorale e adeguarla alla missione della Chiesa nel mondo di oggi; solo così possiamo affrontare la complessità di questo tempo, riconoscenti per il percorso compiuto e decisi a continuarlo con parresia»[168].

121. La parresìa nello Spirito chiesta al Popolo di Dio nel cammino sinodale è la fiducia, la franchezza e il coraggio di «entrare nell’ampiezza dell’orizzonte di Dio» per «annunciare che nel mondo c’è un sacramento di unità e perciò l’umanità non è destinata allo sbando e allo smarrimento»[169]. L’esperienza vissuta e perseverante della sinodalità è per il Popolo di Dio fonte della gioia promessa da Gesù, fermento di vita nuova, pedana di lancio per una nuova fase di impegno missionario.

Maria, Madre di Dio e della Chiesa, che «radunava i discepoli per invocare lo Spirito Santo (cfr. At 1,14), e così ha reso possibile l’esplosione missionaria che avvenne a Pentecoste»[170], accompagni il pellegrinaggio sinodale del Popolo di Dio, additando la meta e insegnando lo stile bello, tenero e forte di questa nuova tappa dell’evangelizzazione.

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