Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori! Per questo ho ottenuto misericordia

In questa domenica, la catechesi liturgica inizia a prepararci al grande cammino della Quaresima che ci prepara a riscoprire la gioia della Pasqua, la gioia di un amore che dona speranza vincendo il Male e apre così alla vita nuova da figli di Dio. L’invito a predisporre il nostro cuore, la nostra mente e il nostro corpo a vivere giorni di intimità con il Signore si apre offrendoci lo sguardo di Gesù sul peccatore Levi, e, in lui, su ogni peccatore.
Gesù sta al centro di tutto il brano e tutto ha inizio da Lui.E’ Lui che passa e che vede. Tutto inizia con uno sguardo, il suo. Uno sguardo così intenso e profondo che si permette un imperativo assoluto: “SeguiMI”. E al comando segue l’esecuzione senza indugio del peccatore Levi (Matteo).

Troviamo qui le prime due “sorprese”: un uomo abituato ai calcoli, non fa più calcoli, si alza e cambia vita, questa è la prima sorpresa. Quali ragioni avrà avuto? Con quali argomenti stringenti e forti sarà stato convinto a compiere questo gesto sconsiderato? Come sarà riuscito Gesù a convincere un uomo maturo a lasciare tutta la sua sicurezza (era seduto -stabile nella vita-, aveva un lavoro e una casa) per l’incertezza di un cammino la cui meta non era stata annunciata?
La seconda sorpresa è la risposta alle domande che ci siamo fatti guardando la risolutezza di Matteo: Gesù non gli offre nessuna ragione, spiegazione o promessa. Abbiamo solo due elementi: lo sguardo di Gesù su Matteo, e il “me” che completa il comando alla sequela. Ciò che stravolge e cambia per sempre la vita di Matteo è lo sguardo con cui si sente guardato da Gesù. Lui abituato a sguardi di disprezzo, di sufficienza, di odio o di interessata amicizia, ecco che, come dice San Paolo, si sente guardato con la sovrabbondanza della grazia e della misericordia di Dio. Potremmo spingerci a dire che Matteo non vedeva l’ora di uno sguardo così, di uno sguardo che diceva un amore vero, che riconosceva i desideri del suo cuore, che ne riconosceva la dignità… A quello sguardo, Matteo non può resistere, tanto più che l’invito non è “a fare qualcosa”, ma a rimanere in quello sguardo: segui me, stai con me! Gesù non offre altro che sé stesso! Gesù non propone valori, non propone regole, non propone attività o compiti: solo propone sé stesso e la relazione con Lui. Tutto nella nostra fede è raccolto qui: la scelta di fede è scegliere di lasciarsi guardare da Gesù e accogliere il dono del suo amore che ci invita a fare della sequela di Lui il tutto della nostra vita. Sarà poi questa relazione con Lui a dare forma a tutto il resto, a decidere i “valori”, lo stile, le “regole” che non saranno altro che strumenti per rendere concreto e tangibile quella relazione di amore e misericordia.

Seguire Gesù, ci conduce poi alla terza sorpresa di questo episodio: Gesù ci invita a stare a tavola, a mangiare e fare festa con Lui! Il primo passo del cammino di conversione è condividere la festa e la gioia del mangiare insieme con Lui e i nuovi fratelli e sorelle che lo seguono. Al centro della festa c’è la parola di Gesù che afferma: io sono venuto per i peccatori, per donare loro lo sguardo amorevole di Dio. Dentro a questo sguardo, il peccatore, sentendosi accolto, amato e perdonato troverà la forza per il cammino di conversione, potrà “guarire” e, una volta guarito, non dirà di essere “sano” (giudicando chi è “malato”), ma vivrà nella grata gioia di essere stato sanato, di essere un peccatore perdonato.

Scopriamo qui la “ragione” che ha cambiato per sempre la vita di Matteo: Gesù gli ha detto che era lì per lui, proprio e soltanto per lui! Queste sentirsi cercato, prezioso e amato così come era gli ha dato il coraggio di alzarsi e iniziare il cammino di sequela, di conversione, ossia di dare un nuovo orientamento alla propria vita. La conversione, come dice il nostro brano di Vangelo, non nasce dal “digiuno”, ma dal sedersi a tavola con Gesù; non nasce dal fare qualcosa che dica il nostro amore per Dio, ma dallasciare che Dio ci guardi e ci dica tutto il suo amore.

Prepararci a vivere la gioia del tempo di quaresima che ci conduce alla Pasqua donandoci una profonda intimità con il Signore è lasciarci guardare da Gesù, stare sotto il suo sguardo di misericordia che guarda con tenerezza chi siamo e accoglie con amore tutto di noi. Sentendo su di noi quel suo sguardo e ascoltando il suo “comando” a seguirlo, anche noi potremo proseguire con maggiore decisione il nostro cammino di guarigione che non ci porterà a dire con soddisfazione “ecco, sono sano!”, ma a lodare Dio in umiltà esclamando “gloria a Te Signore che per amore tuo mi hai risanato, grazie perché posso dire di me che sono un peccatore perdonato”. E da qui nascerà la via nuova della Pasqua, un mondo nuovo di giustizia e di pace, non fatto di sani e perfetti, ma di uomini e donne grati e desiderosi di vivere dello stesso amore che li ha conquistati e fatti alzare dalla loro sedia dove tristi vivevano facendo calcoli e vedendo negli altri dei “nemici” o dei “concorrenti”.

Tutto, come dice Gesù, nasce da qui: Lui è venuto per i peccatori, non per i giusti. Finché ci conseideriamo dei giusti, Gesù e la sua parola non troveranno posto in noi. Se, guardando alla storia e testimonianza di Matteo e di San Paolo, avremo il coraggio di lasciarci guardare e dirci peccatori, allora condivideremo con loro il cammino e saremo commossi annunciatori della clemenza e misericordia di Dio dicendo con Paolo: Poiché mi è stata usata misericordia, al Re dei secoli, incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.

20 febbraio 2022

Domenica della
“Divina clemenza”

EPISTOLA 1Tm 1, 12-17
Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Carissimo, rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede, e così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù. Questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io. Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Cristo Gesù ha voluto in me, per primo, dimostrare tutta quanta la sua magnanimità, e io fossi di esempio a quelli che avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna. Al Re dei secoli, incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.

VANGELO Mc 2, 13-17
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Il Signore Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangià e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

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