La forza della riconciliazione

Perciò ricordatevi che un tempo voi, pagani nella carne, chiamati non circoncisi da quelli che si dicono circoncisi perché resi tali nella carne per mano d’uomo, 12ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d’Israele, estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio nel mondo. 13Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva,
cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne. Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo,
facendo la pace, 16e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo,
per mezzo della croce, eliminando in se stesso l’inimicizia.

Efesini 2,11-16

La Lettera agle Efesini è diretta a quei pagani che non avevano alcuna relazione con la salvezza promessa a Israele. Essi perciò erano senza speranza. Questa è la differenza tra la vita del cristiano e quella del pagano. I pagani non sono soltanto le persone di allora, ma siamo noi stessi, se viviamo senza Dio. Se ci limitiamo a vivacchiare, viviamo senza speranza. Allora la nostra vita diventa banale e senza slancio.


L’amore di Cristo elimina ogni divisione. – La ragione per cui i pagani adesso trovano speranza è il mistero della croce. La Lettera agli Efesini non parla della croce come espiazione. Piuttosto la croce fa sì che gli uomini siano uniti tra loro, che ebrei e pagani diventino un unico corpo. I pagani, che erano lontani da se stessi, alienati da sé, si sono avvicinati per mezzo di Cristo. La Lettera agli Efesini parla del sangue di Cristo che ha prodotto queta vicinanza. Come si può capire questo? Il sangue rappresenta sempre l’amore col quale Gesù si è sacri6cato sulla croce per noi. Questo amore riavvicina a se stesse le persone che erano lontane dal proprio cuore. Le mette in contatto col loro vero io. Dalla croce, l’amore dì Gesù abbatte la parete divisoria della Legge e crea per i pagani l’accesso alla comunità per la quale valgono le promesse di Israele, alla comunità della chiesa. Questo amore riesce a creare un unico corpo tra ebrei e pagani, la comunità della chiesa. La natura delle persone nella chiesa è essere diventate persone nuove. Perciò la Lettera agli Efesini dice che nella sua persona Gesù trasforma ebrei e pagani in un uomo nuovo.

Essere uniti a tutte le persone. – Si tratta quindi di affermazioni molto ottimistiche sulla croce e su Gesù Cristo. Sulla croce Gesù Cristo fonda la pace e riconcilia tutti gli uomini tra loro. Qui dunque la riconciliazione per mezzo della croce non è riferita a Dio. Dio non deve essere riconciliato, ma gli uomini devono essere riconciliati tra loro. La forza redentrice dell’amore di Gesù Cristo si vede nel fatto di creare una comunità nuova nel mondo, una comunità fatta dì ebrei e pagani, credenti e non credenti. Per chi guarda a questo amore di Gesù sulla croce, crollano tutti i muri di divisione. Egli si sente unito a Dio e in Gesù Cristo, unito a tutte le persone.

Come è superata l’ostilità. – È più attuale che mai il problema di come possa essere superata l’ostilità tra le diverse religioni e culture, di come possa sorgere la pace in un tempo di nuove e continue guerre e di terrorismo religioso. Nella Lettera agli Efesini si dice che Gesù nella sua persona ha ucciso l’inimicizia. Non rivolgendosi pieno di odio contro i nemici, nella sua morte patita per mano dei romani ha ucciso l’ostilità per mezzo del suo amore, che è stato più forte della morte. Qui la croce è anzitutto un segno di pace che non unisce soltanto ebrei e pagani, ma anche cristiani e musulmani, cristiani e atei di oggi. La croce abbraccia tutto immondo. Riconcilia tutti gli uomini che sono nel mondo e che hanno opinioni così diverse e opposti interessi. L’amore è capace di vincere l’ostilità e trasformare la lontananza in vicinanza. La croce dà anche a noi oggi la speranza che l’ostilità tra i popoli venga superata, che cessino le reciproche condanne e nasca la pace: pace con lontani e pace con i vicini.


In queste settimane che ci condurranno alla Quaresima, ci mettiamo in ascolto di pagine della Scrittura che ci aiutano a pregare e riflettere sul nostro essere comunità che cammina nella storia dietro a Gesù Cristo. Ci lasciamo interpellare sul nostro essere chiesa in un momento in cui il Papa e la Chiesa tutta sta mettendo al centro della propria vita lo stile della sinodalità. Vorremmo così che la parola sinodalità trovi le sue radici nello stile del Vangelo per poi diventare lo stile di vita di una comunità di credenti che davvero camminano sulla stessa strada in comunione tra loro e con il loro Signore.

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