Importanza dell’amore fraterno

Se uno dice: “Io amo Dio” e odia suo fratello, è un bugiardo. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede.
E questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche suo fratello.

1 Giovanni 4,20-21

L’amore è il comandamento centrale. – Anche come cristiani, noi oggi non viviamo come un’isola, ma sempre in comunione con gli altri, nella comunità della famiglia, del vicinato, della parrocchia, dell’azienda. Per Gesù è decisivo che noi cristiani viviamo un nuovo modello di comunità, un tipo di comunione in cui tutti trovano il loro posto: i forti e i deboli, gli uomini e le donne, i ricchi e i poveri, i sani e i malati. Gesù ha messo al centro l’amore come comandamento principale. L’amore si riferisce a Dio, a noi stessi e al prossimo. L’amore per il prossimo è una prova per verificare se l’amore per noi stessi è coerente o è puro narcisismo, se il nostro amore per Dio è genuino o è una proiezione in Dio dei nostri bisogni.
I cristiani devono dare un esempio. – Giovanni descrive molto chiaramente questa prova: per Gesù la comunione dei cristiani è segno del fatto che essi vivono realmente del suo Spirito. Proprio la lettura epistolare si riferisce continuamente a quest’istanza per la quale i cristiani devono dare un esempio di questa nuova comunione reciproca. Qui gli scritti epistoari non citano solamente le parole di Gesù sull’amore del prossimo, ma utilizzano anche i cosiddetti cataloghi delle virtù come erano diffusi nella filosofia stoica. Nel loro amore reciproco, i cristiani non dovrebbero essere inferiori a coloro che li circondano. Piuttosto, il loro nuovo modo di stare insieme deve essere attraente per le persone del loro ambiente.
Oggi i cristiani come comunità devono essere una luce per questo mondo, luce che si irradia anche nella comunità sociale e agisce come un lievito che pervade e trasforma anche lo stare assieme nella società.


In queste settimane che ci condurranno alla Quaresima, ci mettiamo in ascolto di pagine della Scrittura che ci aiutano a pregare e riflettere sul nostro essere comunità che cammina nella storia dietro a Gesù Cristo. Ci lasciamo interpellare sul nostro essere chiesa in un momento in cui il Papa e la Chiesa tutta sta mettendo al centro della propria vita lo stile della sinodalità. Vorremmo così che la parola sinodalità trovi le sue radici nello stile del Vangelo per poi diventare lo stile di vita di una comunità di credenti che davvero camminano sulla stessa strada in comunione tra loro e con il loro Signore.

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