Sei proprio tu?

In questa domenica ci accompagna ancora Giovanni Battista, anzi, siamo invitati ad immedesimarci in lui e nella sua ricerca. Giovanni aveva annunciato l’imminente arrivo di colui che era atteso da generazioni, di colui che, in quel momento, tutti desideravano: un salvatore, uno che avrebbe ricondotto Israele alla fede dei Padri e così gli avrebbe donato libertà dai nemici e vita prospera. Aveva incentrato la sua predicazione sul pressante invito al pentimento e alla conversione. Aveva usato i toni accesi tipici di tanti profeti prima di lui. Lo Spirito gli aveva indicato nel giovane rabbì di Nazareth il Messia atteso, e lui, senza indugio, lo aveva rivelato ai suoi discepoli invitandolo a seguirlo.

Oggi, invece, ci imbattiamo in un Giovanni che potremmo definire dubbioso. Un dubbio che nasce da una sorpresa: il Messia mostra tenerezza e amore verso i peccatori invece di condannarli!
Gesù e il suo agire messianico non corrispondevano alle attese e alla predicazione di Giovanni e così egli va un po’ in crisi, così come un tempo il profeta Elia. Anche Elia aveva predicato un Dio forte, potente, che distrugge e annienta il nemico, ma poi ne aveva scoperto la resenza nel silenzio degli innamorati, nella brezza dolce e leggera che dona pace e sollievo.
Il dubbio di Giovanni ci parla di un uomo che ha le sue convinzioni e certezze, e che rimane sempre in ricerca, aperto alle sorprese di Dio. Non rimane gelosamente attaccato alle sue radicate idee e ai csuoi ponderati pensieri, ma resta aperto alla novità di Dio. Non ha “già” capito tutto e quindi fa rientrare tutto nel suo schema, ma scruta con cuore sicero e aperto ciò che accade cercando segni della via di Dio. Si lascia interrogare da ciò che vede. Non è nemmeno una banderuola portata dal vento, non cambia parere ogni due secondi. E’ un uomo che guarda in faccia la realtà e lascia che questa lo interroghi in profondità. La guarda a partire dalla sua fede, dalle sue idee, e, trovandosi di fronte ad una sorpresa, non cerca nè di negarla, nè di ridurne la portata e nemmeno però rinnega il suo percorso e il suo modo di leggere la realtà.
Davanti alla novità che è Gesù, Giovanni si interroga e dunque invia a fare una domanda esplicita. Non si perde in elucubrazioni sue, non si accotenta di notizie riportate da passanti, ma, essendo lui impossibilitato ad andare da Gesù perché in carcere, invia gente fidata direttamente a Gesù.

La risposta di Gesù esprime tutta la delicatezza e attenzione, oltre che rispetto, che Lui ha per il Battista. Gesù accoglie lo “sconcerto” e la sorpresa di Giovanni e, nel dare dei segni che lo aiutino a formulare un giudizio sulla realtà (e indirettamente sulla sua vita e riuscita della sua missione di precursore) non pone segni a caso: riprende esattamente i segni che nelle profezie si riferiscono al Messia. Parla la lingua di Giovanni così che lui possa trovare la sua risposta, poi a tutti chiarisce e ribadisce che davvero Giovanni è colui che ha indicato ad Israele il Salvatore.
Inoltre proclama Giovanni beato. Beato perché uomo in ricerca, che si lascia condurre da Dio, che accoglie e rimane aperto alla novità di Dio.

Da questi elementi, potremmo raccogliere due sentieri di riflessione per noi:
un cuore ed una mente aperta e libera nel guardare ed interpretare la realtà. Giovanni è un uomo maturo che ha dei solidi criteri per stare al mondo e nel mondo. Sua grandezza è non far mai diventare questi “criteri”, dei pregiudizi, dei filtri inamovibili con cui guarda la realtà. Giovanni è uomo dai sani e convinti principi che, da vero uomo di fede, sa che i sentieri di Dio sono spesso sorprendenti e allora non smette mai di cercare, di interrogarsi e, se serve, sa anche mettere tutto in questione. Sa fare questo perché non ha nulla da difendere, ma solo cerca i Regno di Dio e la sua giustizia. Dà il primato a Dio, non a quello che lui ha capito o ha sempre fatto. Così Giovanni ci provoca sulla nostra apertura ed onestà di cuore e di mente non solo davanti a Dio, ma anche davanti ai fratelli, al giudizio sul reale. Giovanni ci invita ad essere persone che non si scandalizzano, ma vivono la sua beatitudine, la beatitudine di persone in ricerca, che si lasciano condurre per mano da Dio, dando a Lui il primato, così da scoprire i tesori e la bellezza che Dio rivela solo ai “piccoli”, a coloro che, appunto, si lasciano accompagnare da Lui.
sei tu il Messia? – Il mistero e la sorpresa di un Messia nella via della tenerezza e della misericordia. Questa è la rivelazione sorprendente: Dio non distrugge il peccatore, ma si mostra nella sua tenerezza e nella sua misericordia a chi cerca la Vita. A noi che spesso ci ritroviamo in una società che vive di tinte e parole forti, è offerta, come via di salvezza, la via della dolcezza, del farsi accanto, del dare una nuova possibilità perché non si può non riconoscere nell’altro l’immagine di Dio, il suo potenziale di bene. A noi oggi è rivolta una domanda decisiva: siamo convinti che via della salvezza, ossia via per essere pienamente uomini e donne e per vivere quella comunione e quel mondo che Dio ha pensato per ogni persona, è la via dell’amore incarnato di Dio, del donarsi, dell’offrirsi all’altro in quella tenerezza e amore disarmante che Gesù ha vissuto fino al compimento nella sua morte di Croce? Diamo credito alla via di Gesù? la viviamo o preferiamo altre vie? Una convinzione che non chiede solo ragionamenti e argomentazioni, ma chiede gesti di vita quotidiana.

28 novembre 2021

Terza domenica di Avvento

Le profezie adempiute

Dal Vangelo di Luca (7, 18-28)

In quel tempo. Giovanni fu informato dai suoi discepoli di tutte queste cose. Chiamati quindi due di loro, Giovanni li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”». In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!». Quando gli inviati di Giovanni furono partiti, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”. Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui».

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