Giovanni Battista, Maria e Cristo: i personaggi del trittico di Avvento

Con l’aiuto di questo testo vogliamo percorrere la strada che ci porta al Natale di Gesù, l’incarnazione di Dio, meditando e pregando sui “personaggi” che compaiono sulla scena di questo evento che ha segnato per sempre la storia.
In questa prima settimana posiamo lo sguardo del cuore sul “trittico” di personaggi che stanno in primo piano in questo tempo di Avvento.
Troviamo anzitutto due person, Giovanni il Battista e Maria, che ci aiutano a sintonizzarci con il mistero dell’avvento cristiano, della venuta e presenza di Dio tra noi.

  • Giovanni: precursore di Cristo – Egli è la voce severa che nel deserto chiama a conversione, che con precisione indica chi sta arrivando e ci dona la sua presenza. Giovanni Battista è la figura avventizia per eccellenza.
Grunewald, Crocifissione

In questa opera, il Battista è completamente concentrato ssull’uomo della Croce e, allo stesso tempo, è rivolto verso lo spettatore, come se volesse raccogliere tutti gli sguardi di chi osserva e guidarli nella direzione del suo indice: “Eccolo!”. Questo suo gesto di distogliere l’attenzione da sé per volgerla a Gesù è diventato il simbolo intenso e concreto di tutta la vita di Giovanni.
Indicare Cristo è anche il significato più profondo e la vera vocazione della Chiesa. Essa non ha altra missione che quella che allora fu del Battista, cioé indicare il Signore che sta arrivando. E proprio com eil Battista che mai indicò sé stesso, ma additò sempre Cristo che veniva, così la Chiesa non ha altro compito che essere un indicatore vivente e parlante di Gesù Cristo che ci dona il suo avvento.

  • Maria: dimora corporale per l’avvento di Cristo – Maria è la figura in cui Cristo è arrivato nel mondo e ha compiuto il suo avvento. Ella ha vissuto in modo da essere completamente permeabile a Dio, totalmente abitabile per Dio ed è divenuta così la dimora di Dio nel mondo.
Grunewald, Annunciazione

In Maria diventa chiaro cosa significhi “avvento” nel suo senso più profondo. L’evangelista Luca ce la presenta come una figura doppiamente avventizia: all’inizio del suo Vangelo, dove aspetta la nascita del Figlio di Dio, e all’inizio degli Atti degli Apostoli, dove aspetta la nascita della Chiesa. C’è quindi una chiara corrispondenza tra l’incarnazione del Figlio di Dio a Betlemme, nella forza dello Spirito Santo, e la nascita della Chiesa a Pentecoste, anch’essa nella forza dello Spirito Santo.
La maternità di Maria non fu solo un evento biologico unico, ma lei fu, è e rimane anche oggi madre con tutta la sua persona, quindi anche madre di una Chiesa avventizia. A questa Chiesa Maria mostra la via, affinché anch’essa si renda abitabile per Dio, possa essere la sua casa nel mondo.

  • Cristo, centro del trittico d’Avvento – Giovanni il Battista e Maria additano unicamente a Gesù Cristo, che ci dona la sua presenza nel mondo. Egli è il vero centro dell’Avvento e della Chiesa avventizia.

I tre formano insieme il trittico cristiano dell’avvento. Su un lato c’è Giovanni il Battista, che per tutta la vita ha additato Cristo; sull’altro ci si avvicina a Maria, la madre del Signore, che lo ha portato in grembo e con lui ha portato salvezzanel mondo; le due grandi figure indicano il pannello centrale: Gesù Cristo che ci dona il sua avvento, la sua presenza nel nostro mondo. Giovanni e Maria ci mostrano come arriviamo a Gesù Cristo, il centro dell’Avvento, e così ci rendono capaci di vedere e riconoscere il miracolo dell’Avvento, laluce di Dio che è apparsa in Cristo e che è lui stesso.

La Chiesa, ed il cristiana, nella storia sono sempre figrure avventizie: indicano e portano Gesù Cristo nel mondo. La loro linfa vitale è così la speranza. Speranza non in qualcosa, ma in qualcuno, in una persona, in Gesù Cristo che all’umanità ha portato Dio e quindi la vera speranza. Per i cristiana la sola vera grande speranza può essere solo Dio, quel Dio che ci ama fino al compimento e ce lo ha reso sperimentabile nell’incarnazione del suo Figlio. Se l’uomo non vuole essere senza speranza, ha bisogno di Dio.
Col so trittico, l’Avvento ci rende consapevoli di questa vera forma di speranza, che ci sostiene in tutte le pieghe e le difficoltà della vita.

Nell’evento del Natale diventa sperimentabile che siamo dinanzi non a un “cosa” ma a un “chi”, cioè a persone concrete: la fede cristiana è una relazione viva con quel Dio che a Natale mostra il suo volto di uomo. Il cardinal Koch ci guida ad accostare il Natale assumendo la prospettiva dei suoi attori principali. Ci sollecita così a non essere spettatori e nemmeno semplici comparse, ma a vivere in prima persona l’evento narrato, nella sua attualità, e a passare così all’azione.

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