Andate e proclamate il Vangelo a tutti

La giornata missionaria mondiale non ci vuole sensibilizzare su una delle tante attività che la Chiesa porta avanti. Questa giornata ci ricorda identità e ragion d’essere della Chiesa nel mondo. La Chiesa o è missionaria, o annuncia e propone di vivere il Vangelo di Gesù di Nazareth, Figlio di Dio, oppure non è.
La “missione” è o dovrebbe essere, l’anima di ogni azione pastorale, di ogni forma di presenza della Chiesa nel mondo.

Il brano che oggi ci viene proposto nella liturgia eucaristica ci racconta per prima cosa una “sgridata” che i discepoli ricevono dal Risorto. Scena certamente “simpatica” e di straordinaria consolazione: il Risorto prima “sgrida” i suoi, poi, senza aggiungere nulla o dare loro tempo di ravvedersi, affida loro il mandato di proseguire la Sua missione nel mondo! E’ davvero sorprendente la fiducia che il Risorto ripone in quel gruppo: pur conoscendo le loro fragilità, i loro dubbi e le loro fatiche dà a loro “ogni potere”. Come a dirci che per Gesù non conta tanto l’essere “perfetti”, ma piuttosto l’amore per Lui: certo era un gruppo un po’ malconcio e malandato, ma pieno di amore per Lui.
Il “cuore” della missione che abilita il discepolo a ricevere il “mandato” è il suo amore per Gesù! Da questo amore, fiamma che dona gioia e spinge fuori nel mondo e verso gli altri, nasceranno le vie di annuncio e presenza testimoniale in ogni contesto e luogo di vita.

Addentrandoci nel “mandato” che Gesù affida ai suoi, possiamo notare un binomio: il Vangelo è da “proclamare”, e alla proclamazione si accompagneranno dei “gesti” che le danno consistenza e affidabilità.
Il Risorto chiede di proclamare il Vangelo: la proclamazione può essere descritta cme un dire ad alta voce con determinazione e in modo che l’uditore possa cogliere distintamente non solo il contenuto, ma anche la passione che quel “contenuto” genera in colui che lo proclama. Troviamo qui un invito a chiederci quanto le nostre parole, i nostri discorsi siano “capaci” di portare il Vangelo a chi incontriamo. Inoltre, in questo “proclamare”, rintracciamo anche un esplicito invito a dire i Vangelo, a non nasconderlo, a proporlo così come è. Questo ci provoca ogni volta che riteniamo che far leggere ai bambini, agli adolescenti, ad un determinato uditorio un brano di Vangelo non sia cosa adatta. Oggi siamo incoraggiati a far conoscere proprio il Vangelo, e per fare questo occorre “proclamarlo”, ossia avere in noi e far trasparire l’amore per il Vangelo, quella passione che lo rende attuale e capace di incrociare la vita di ogni persona, anche oggi.
Il Risorto aggiunge però un aspette decisivo: alla proclamazione si accompagnano dei segni precisi. Questi segni hanno lo scopo di “incarnare” il Vangelo, di dargli un “corpo” e di rendere il Regno presente come vero lievito nel mondo. Guardiamo brevemente questi segni:

  • scacciare i demoni e guarire i malati: démoni (rabbia, invidia, gelosia….) e malattie (egoismo, superbia, disitima di sé…) mortificano la vita dell’uomo, la Parola del Vangelo rende consapevoli della propria preziosità e dignità di figli di Dio. Liberare dai démoni e guarire è riare all’uomo la vita di Dio, che Dio ha pensato per loro;
  • prendere in mano i serpenti e bere veleno senza danno ricordano al discepolo testimone che l’amore di Dio lo custodisce e lo protegge. Non è garanzia che sarà sempre accolto con entusiasmo, anzi. E’ garanzia che, se il discepolo rimane radicato in Dio, “con la perseveranza salverà la sua vita”. Una perseveranza, cioé fedeltà, che è possibile solo ancorandosi su Dio, il solo che è fedele per sempre. In questo modo il Signore incoraggia i suoi e li rende certi del fatto che non camminao da soli, ma sempre custoditi e circondati dall’amore di Dio;
  • parlare lingue nuove si riferisce allo Spirito che permetterà al discepolo di annucniare il Vangelo “nella lingua nativa” di chi lo ascolta e riceve il lieto annuncio. Un dono, questo, che oggi più che mai siamo chiamati a domandare e vivere: far risuonare oggi il Vangelo non come parola suadente, ma che Parola promettente e affidabile, capace di realizzare il mondo “nuovo” (= del Dio di Gesù Cristo) cui tutti aneliamo e cerchiamo”quasi a tentoni”.

Entrando in questo testo, nella nostra preghiera, sentiamoci davvero amati, scelti e inviati nella nostra fragilità. I nostri dubbi e persino peccati non sono ostacolo all’annuncio se ci lasciamo condurre dallo Spirito e portiamo la gioia di essere peccatori perdonati, guaritori feriti, uomini e donne semplici e umili che hanno la loro forza non nella loro “perfezione”, ma nella pace di chi si sa amato. Lasciamo allora che l’amore del Signore in noi diventi fiamma che riscalda e plasma la nostra vita per poi diffondersi attorno a noi. Chiediamo anche per noi questo dono: proclamare il Vangelo coni segni che lo accompagnano, dire con la vita la bellezza di camminare nel mondo vivendo i Vangelo di Gesù

24 ottobre 2021

Il Mandato missionario

Dal Vangelo di Marco (16, 14b-20)

Il Signore Gesù apparve agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

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