Quali i tratti distintivi della vita dell’uomo comune oggi?

Con l’aiuto delle provocanti riflessioni di don Armando Matteo, ci domandiamo come custodire oggi la missione della Chiesa: portare il Vangelo ad ogni persona, rendere ragione della speranza che è in noi perché ogni persona scopra la bellezza di essere figlio di Dio e, vevendo tutti da fratelli, possiamo collaborare alla costruzione di un mondo di pace e di giustizia, quel “Regno” che Gesù ha inaugurato con la sua Pasqua.

Ci soffermiamo anche questa settimana a considerare come si è trasformata la vita quotidiana di quello che potremmo definire “l’uomo medio” e come questo impatta sulla vita esulla proposta ecclesiale.
Un fatto che non possiamo ignorare, e che già abbiamo abbozzato, è la triste verità per la quale le persone che ancora frequentano al chiesa e la parrocchia sono sempre meno e sempre più vecchi. Inoltre, la capacità della Chiea di attrarre i giovani è a livelli minimi e, più in generale, le donne e gli uomini in età adulta che vi transitano non si sentono più “a casa”. Quel che in una parrocchia si mette all’opera va dunque ancora bene per i più piccoli e per i loro nonni, per il resto della popolazione la cosa non appare più di particolare interesse.
Le ragioni di questa indefferenza verso la proposta della Chiesa sono certo molte e complesse. Il papa insiste sul fatto che una di queste sia l’incapacità della Chiesa a rispondere alle “domande” che oggi l’uomo medio si pone. Proviamo così a tratteggiare alcuni aspetti di questo “uomo medio” a cui la Chiesa vuole continuare a propore la gioia del Vangelo:

  • La longevità. E’ questo il tratto che appare più evidente: oggi si vive molto più a lungo che in passato. Questo non è solo un dato statisstico, ma ha dei risvolti decisivi nella percezione della propria vita: oggi si hanno a disposizione molti più anni di vita da dedicare a ciò che in altri momenti della vita non era stato possibile. La longevità non offre solo più vita, ma più vite, più possibilità, più opzioni, più punti di ripartenza.
  • Mai stati così liberi! Nella storia non si è mai sperimentato un così grande grado di libertà come nella nostra epoca. Questa libertà si declina anzitutto come libertà di pensiero. Basti qui pensare alle piazze virtuali, alla possibilità che ciascuno ha di dire ad una platea molto ampia ciò che pensa… Sperimentiamo poi una possibilità e facilità di movimento che mai era stata data alle generazioni precedenti. Possiamo qui pensare al fenomeno delle compagnie aeree low cost che offrono a tutti possibilità di viaggiare e visitare luoghi che prima erano accessibili solo a pochi ricchi… Un terzo aspetto di questa libertà che ci troviamo tra mano è quello del “tempo”. Siamo molto più liberi di tempo per noi stessi e per ciò che vogliamo fare, più liberi di decidere delle tappe della nostra vita.
  • L’adorazione della giovinezza. E’ questo, forse il tratto più indicativo e distintivo della visione della vita contemporanea: l’uincredibile investimento del desiderio di tutti nei confronti della forma giovane dell’uomo. Siam oimmersi in una “rivoluzione copernicana” delle età della vita. Non è più infatti, oggi, quella adulta a rappresentare il polo di arrivo, di compimento e di maggiore splendore dell’esperienza umana sulla terra, alla quale quella adolescenziale-giovanile doveva predisporre; è, in modo inversamente proporzionale, prorpio quest’ultima ad assurgere a luogo di attrazione di ogni energia umana: a luogo di umana adorazione. “Non cedere sulla tua giovinezza”: questo è il comandamento dell’uomo comune del nostro tempo. Non cedere cioé dalla tua situazione di potenza, di libertà, di forza, di attrazione, di possibilità di vita nuova e di nuove vite.

La Chiesa, immersa in questa nuova epoca, ha necessità di fare i conti il più presto possibile con queste novità assolute della storia dell’umanità, almeno in occidente.
La grande questione che qui si apre, riguarda proprio il tema dell’età adulta, del suo significato oggi e di come si giunge ad essa, di cosa essa significhi per l’uomo “medio”. Sarà a questo processo del “diventare adulto” che la Chiesa dovrà dare una nuova consistenza dal momento che tutto l’impianto di proposta pastorale poggiava sul desiderio delle giovani generazioni di entrare nel pieno della vita diventando, appunto, adulti! Oggi siamo davanti ad una società dove chi è adulto vorrebbe rimanere giovane… Come dunque integrare questo dato di fatto della nostra società con la proposta cristiana? Come vedremo, ci è chiesto di ribaltare lo schema di fondo del nostro impianto pastorale: dal diventa adulto e sarai cristiano che stava alla base del modello che oggi vediamo inefficace, al diventa cristiano e sarai adulto, sara in pienezza uomo.

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