Da un’epoca di cambiamenti ad un cambiamento di epoca

Con l’aiuto delle provocanti riflessioni di don Armando Matteo, ci domandiamo come custodire oggi la missione della Chiesa: portare il Vangelo ad ogni persona, rendere ragione della speranza che è in noi perché ogni persona scopra la bellezza di essere figlio di Dio e, vevendo tutti da fratelli, possiamo collaborare alla costruzione di un mondo di pace e di giustizia, quel “Regno” che Gesù ha inaugurato con la sua Pasqua.

Osservando il mondo in cui la Chiesa si trova oggi ad agire, ci si accorge subito di come si sia trasformato velocemente e radicalmente rispetto a solo 50 anni fa. In questo contesto “nuovo” in cui la Chiesa si trova a vivere, l’appello di Papa Francesco, fin dall’inizio del suo pontificato è stato quello di uscire dal solco rassicurante ma semplicemente mortifero del “si è sempre fatto così”.
Possiamo utilmente rileggere il n. 27 di Evangelii Gaudium:


Sogno una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa, perché le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione. (…) La pastorale ordinaria sia più espansiva e aperta, ponga gli agenti pastorali in costante atteggiamento di “uscita” e favorisca così la risposta positiva di tutti coloro ai quali Gesù offre la sua amicizia.

La Chiesa che esce e si affaccia al mondo contemporaneo si accorge anzitutto che non è più l’unica “agenzia” che produce cultura, che crea consenso e modella abitudini indicando i ritme del vivere e i valori che innervano la società. Riscoprendosi così, la Chiesa, ricorda sempre papa Francesco in Evangelii gaudium (nn. 93-97), è chiamata a resistere alla tentazione di una pastorale “relativista” che fa perdere l’orizzonte evangelico promettendo di restare rilevanti nella “cucina culturale” di oggi.

La Chiesa oggi è chiamata ad accogliere il fatto di non essere non solo più l’unica referente della cultura, ma nemmeno la più ascoltata: oggi la Chiesa è sollecitata a fare i conti con l’essere marginale nell’opinione pubblica e nella vita di molte persone. Inoltre, la cultura in cui oggi siamo immersi è molto lontana dal proporre valori “laici” e stili di vita che “spontaneamente” portino a vivere il Vangelo o conducano ad esso.
In questo mutato e non facile contesto, il papa invita ad avere il coraggio di fare una pastorale evangelizzatrice audace e senza timori. Egli esorta a lavorare per non avere vergogna o ritrosia nell’annunciare Gesù Cristo.

Raccogliere l’invito del Papa ad uscire, altro non è che scegliere di inserirsi come pietre vive nella storia della salvezza. Questo, altro non è che fare una consegna amorosa e contagiosa di Gesù e del suo Vangelo all’uomo e alla donna della contemporaneità.

Il cambiamento d’epoca in cui ci troviamo e che tanto ci mette a disagio e ci crea confusione, sembra come mostrarsi essere una occasione propizia e irrinunciabile per riscoprire il cuore della natura della Chiesa che esiste solo per essere missionaria, solo per donare il suo tesoro custodito in vasi di creta: Gesù Cristo e la sua Pasqua che inaugurano e rendono possibile un mondo nuovo, la presenza del Regno già ora tra noi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...