Cambiamento di epoca, non epoca di cambiamenti

Con l’aiuto delle provocanti riflessioni di don Armando Matteo, ci domandiamo come custodire oggi la missione della Chiesa: portare il Vangelo ad ogni persona, rendere ragione della speranza che è in noi perché ogni persona scopra la bellezza di essere figlio di Dio e, vevendo tutti da fratelli, possiamo collaborare alla costruzione di un mondo di pace e di giustizia, quel “Regno” che Gesù ha inaugurato con la sua Pasqua.

Chi opera attivamente in una realtà ecclesiale, ormai, si è reso conto che, davanti alle sfide che la nostra società pone al Vangelo, non basta più ritoccare qualche aspetto per ridare slancio alla missione della Chiesa.

Perché di questo si tratta: non di avere più persone in Chiesa, più partecipazione alle nostre iniziative o maggiore sostegno ai valori che la Chiesa propone, ma di come annunciare, condividere e proporre Gesù e il suo Vangelo come via di “salvezza” per l’oggi. La Chiesa esiste infatti per mostrare, attraverso la vita dei cristiani, che il Vangelo e la fede nel Dio rivelato da Gesù Cristo donano vita piena ad ogni donna e ad ogni uomo.

Molte analisi della situazione della Chiesa nella nostra società ci rimandano dati duri da accogliere: ci viene detto che la nostra pastorale è fallimentare, che continuiamo a ripetere le stesse cose anche se vediamo bene che non funzionano… Ci viene ricordato che ormai la Chiesa è destinata ad essere una minoranza sempre più insignificante…

Come dunque porsi dentro questo tempo di “crisi”?

Anzitutto con la umile consapevolezza e la gioia di chi trova in Gesù e nel Suo Vangelo una Parola affidabile per costruire la propria vita e quella sociale. Questa gioia, seppur custodita nei vasi di creta delle povertà di credenti e della Chiesa stessa, ci spinge a donare il nostro tesoro, Gesù, perché tutti lo possano accogliere, amare e seguire.

Proprio per questa gioia, non ci diamo per vinti, e nemmeno confidiamo nel ritorno miracoloso di un “fasto” forse mai esistito, ma ci mettiamo in gioco per quello che chiamiamo un “cambio di mentalità pastorale” che ci aiuti a trasmettere la gioia del Vangelo nel nostro oggi.

Non una nuova strategia di vendita, non un nuovo modo di fare marketing religioso, ma un cuore nuovo che ama il mondo e si adopera perché possa incrociare Gesù Cristo e la sua proposta di vita.

Iniziamo così a leggere il contesto in cui la Chiesa e noi viviamo con questo unico desiderio: come possiamo oggi condividere il dono della fede in Gesù? Sappiamo che ci chiederà non qualche ritocco, ma un radicale cambiamento di cui oggi intuiamo le domande e balbettiamo risposte.

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